Il caso Greco parte due: pochi mesi dopo.

Nel 2010 avevamo affrontato il caso Grecia facendo alcune prime considerazioni sul carattere del presunto aiuto del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea. Abbiamo posto alcuni interrogativi sul comportamento del Governo Greco e sulla possibilità di superare la crisi semplicemente spremendo i lavoratori greci. Adesso, a distanza di un anno e mezzo, le risposte ci sono tutte e sono ben evidenti.

  1. PIL: 2008 = -0,2; 2009 = -3,3; 2010 = -3,5; 2011 = -5,5; 2012 = -2,8.
  2. Debito/PIL: 2008 = 113; 2009 = 129,3; 2010 = 144,9; 2011 = 161,8; 2012 = 172,7.
  3. Deficit/PIL: 2008 = -9,8; 2009 = -15,8; 2010 = -10,6; 2011 = -8,5; 2012 = -6,5.
  4. Disoccupazione: 2008 = 7,7; 2009 = 9,5; 2010 = 12,6; 2011 = 16,6; 2012 = 18,4.

(Fonti: Eurostat Commissione Europea, autumn forecast)

Questi numeri, anche se spesso non esatti, sono indicativi. Ma c’è anche il rapporto segreto dei consulenti della troika, F.M.I., B.C.E.,U.E., che dal 2010 indica le scelte che il Governo Greco deve seguire. Secondo questo rapporto, fra poco tempo il debito raggiungerà il 208% del PIL e, nel 2020, sarà ancora del 173%; fino al 2027 la Grecia non avrà accesso ai mercati ed avrà bisogno di ristrutturare il debito e di altri 450 miliardi di euro.

Nel frattempo, oltre al signor Thomsen e alla troika, è arrivata nel Paese anche una task force dell’Eurozona con a capo un signore tedesco, che fa le veci del gaulaiter. E se non bastasse, la Merkel nomina un sottosegretario con delega per la Grecia. Quindi il nostro Paese è visto come colonia tedesca, spazio vitale per la Germania.

Ed ancora: il numero dei disoccupati ha superato quello degli occupati; i suicidi sono aumentati del 40%; i redditi dei lavoratori sono calati del 50-60%; decine di migliaia di lavoratori sono stati messi in riserva; altre decine di migliaia resteranno al buio e al freddo per l’impossibilità di pagare le tasse; decine di migliaia perderanno la casa; i diritti dei lavoratori, le Università, le scuole e la Sanità pubblica saranno letteralmente smantellate. E mentre l’assistenza pubblica crolla, calano anche le prestazioni nelle strutture private, dato che i cittadini greci non hanno mezzi per curarsi. Ovviamente chi può emigra. Ed emigrano anche i soldi degli evasori greci verso la Deutsche Bank, la City, la Svizzera ed altri, con grande soddisfazione dei banchieri.

ALCUNI MISTERI ED ALCUNE FALSITÀ

La prima accusa dei leader europei, ovvero Merkel, Rehn e altri, era che i greci bevevano ouzo invece che lavorare, guadagnavano troppo, andavano presto in pensione e che c’erano troppi impiegati statali.

Secondo l’Eurostat, servizio statistico dell’Unione Europea, i greci lavorano mediamente 42 ore la settimana (!); inoltre, in un Paese in cui il costo della vita è quasi pari a quello italiano, il reddito medio era di 803 euro mensili e continua a calare vertiginosamente. I greci non vanno in pensione a 40 anni, come sostiene il ministro dell’Economia svedese, ma a 61,4 anni. Gli impiegati statali sono attualmente770 mila, quindi, solo per citare un esempio, percentualmente di molto inferiori ai loro colleghi francesi e, nonostante ciò, continuano i licenziamenti di massa. La soglia esente di IRPEF era di 8000 euro ed è scesa a 5000 euro. Il salario minimo era di 740 euro e scende a 540. Lo stipendio d’ ingresso per i giovani non supera i 590 euro. Le pensioni oggi assomigliano molto ad elemosine, spesso si parla di 250-350 euro.

Malgrado la politica di lacrime e sangue, la situazione del Paese precipita. La versione ufficiale dei dignitari europei è che questo succede per l’inadempienza del Governo Greco. Ma il Governo Greco esegue le indicazioni di troika, B.C.E., F.M.I., ed U.E. Non si può dunque pensare che i famosi “aiuti” non prevedevano il salvataggio del Paese ma semplicemente il sostegno alle Banche?

LA STRANA STORIA DEL DEFICIT

Allo scoppio della crisi, salta fuori che il deficit greco non è quello dichiarato ma circa il doppio. Seguendo poi la stampa in Italia, si dice che è del 12,7 o del 13,9 o del 13,7, per poi salire al 15,1, in seguito al 15,4 ed approdare infine al 15,8. Una professoressa dell’Università di Salonicco che, dopo un anno e mezzo circa dallo scoppio della crisi, viene rimossa dall’Istat greco, dichiara che il deficit era sì alto, ma comunque inferiore al 15,8 dichiarato e sotto il 14. Poco tempo fa è stato denunciato il Direttore dell’Istat greco Sig. Gheorghion per aver gonfiato il deficit. Ed ancora, i contatti con il F.M.I. c’erano da molto prima di quanto dichiarato. Insomma, si doveva somministrare alla Grecia la terapia d’urto, essendo  stata scelta come cavia. Non sappiamo come finirà questa storia e qualcuno parla di dietrologie. Arriviamo dunque ad oggi.

Dopo le dimissioni di Papandreu, viene chiamato a salvare la patria, l’euro, la U.E. E magari l’economia globale messa a rischio dalla piccola Grecia, il Sig. Papadimos, uomo della Goldman Sachs e della B.C.E.; una piccola parentesi: non si chiama Papademos come scrive la stampa europea. Alla Grecia sono state tolte le fabbriche, le sue coltivazioni (ad es. l’uva passa), i suoi allevamenti, i suoi caichi di pesca, lasciatele almeno la sua lingua!

Ricapitoliamo: la Grecia è accusata di aver barato per entrare nell’euro. Si sa perfettamente che i conti greci venivano falsificati dalla Goldman Sachs, che, per questo servizio, si dice abbia guadagnato 300 milioni di euro. Governatore della Banca di Grecia era, all’epoca, il Sig. Papadimos. E dunque, chi ha provocato il disastro viene oggi chiamato a risolverlo?

La verità forse è un’altra: con l’entrata nell’euro del nostro Paese non veniva ingannata l’Europa, ma proprio il nostro Paese.

Oggi, con gli accordi capestro, la Grecia non cede solo parte della propria sovranità, ma vi rinuncia totalmente. Qualsiasi creditore può esigere tutto  quello che vuole. Viene svenduto tutto: imprese, coste, isole, siti archeologici, porzioni di territorio e perfino il sole e il vento per impiantare, al posto dei prodotti agricoli, enormi distese di fotovoltaici e generatori eolici. Il tutto a prezzi d’occasione stabiliti dai creditori. All’inizio della crisi, fonti tedesche valutavano il patrimonio dello Stato Greco a 270 miliardi di euro circa, quando certamente ne valeva il doppio. Oggi quello stesso patrimonio viene stimato essere di 100 miliardi. Ricordiamo che all’inizio della crisi il debito era di 250 miliardi e più del 40% del debito era debito interno.

Di questi tempi è la notizia che anche i titoli Portoghesi ed Ungheresi, come quelli della Grecia, sono spazzatura. E la crisi si allarga continuamente.

Della Grecia trasformata praticamente in protettorato viene messa oggi in discussione anche l’integrità territoriale. Serie minacce incombono sull’Egeo, sul nord del Paese, su Castelorizo,ecc.

Qualcuno all’estero inveisce con un “maledettissima Grecia”, che richiama in maniera sinistra il già noto “spezzeremo le reni alla Grecia”. Ma l’Europa di oggi, se non inverte la marcia e continua ad imporre ai suoi membri condizioni coloniali, vuole per caso assomigliare alla “Santa Alleanza” di una volta?

Per finire una piccola storia. Con l’entrata delle truppe naziste ad Atene, la Germania preleva dalla Banca Greca 3,5 miliardi di dollari. Questa rapina viene chiamato prestito forzoso. Quell’anno 300 mila greci, soprattutto ad Atene, morivano di fame spesso per strada. Alla fine della Guerra la Conferenza di Parigi assegnava alla Grecia 7,1 miliardi di dollari come riparazioni di guerra. Erano forse molti questi soldi? La Grecia, durante la Seconda Guerra Mondiale, ha perso il 13% della sua popolazione. Le truppe d’occupazione hanno bruciato 1.700 paesi (a volte con i loro abitanti) e rubato numerosi tesori archeologici. Dal 1944 al 2010, con l’interesse del 6%, il prestito forzoso di allora vale 163,8 miliardi di dollari e le riparazioni di guerra 332 miliardi di dollari. Nel 1964 il Cancelliere tedesco Erhard ha promesso di pagare solo il prestito, dopo la riunificazione della Germania.  La Germania è ormai riunificata da parecchio tempo. Chi dunque deve soldi e a chi?

Negli ultimi 100 anni la Germania ha fatto più di una volta default, cioè ha ripudiato il suo debito; oggi per i deboli d’Europa che soluzioni prospetta? Non vogliamo esagerare, ma, viste le condizioni di vita nel nostro Paese, la soluzione attuata assomiglia parecchio ad una specie di soluzione finale.

Però si dice che l’Europa ha dato tanti soldi alla Grecia. Vediamo qual è la verità. Dal 1999 al 2008 i finanziamenti europei sono stati di 40 miliardi di euro, mentre le importazioni dall’U.E., salite alle stelle, sono state di 240 miliardi. Gli incentivi europei sono spesso serviti (in nome della razionalità!) a convincere i coltivatori ad abbandonare le loro tradizionali colture, i pescatori a distruggere le loro barche e così via, contribuendo in tal modo a disarticolare il sistema produttivo del Paese.

Ed oggi, per pagare questo debito che sicuramente è da definire in gran parte “odioso”1, come si procede? Lasciamolo dire al guru del Financial Times, Sig. Martin Wolf: “Ufficialmente è un salvataggio della Grecia, ma in realtà è un salvataggio delle banche francesi e tedesche”. E ultimamente Rubini rivolto ai Greci: “…vi stanno derubando.”

E per brevità non riportiamo tanti altri pareri dello stesso tenore.

Al capezzale del malato Grecia sono accorsi fior di banchieri (es. Charles Dallara, Ackerman,…). Tutti affermano che la cura è quella giusta. Peccato però che il malato stia per morire. E noi ci chiediamo: SE NON CI FOSSE QUESTO “AIUTO” INTERNAZIONALE, I GRECI DA SOLI SAREBBERO RIUSCITI A STARE PEGGIO DI COME STANNO ADESSO?

A.P.

1Sono definiti debiti odiosi “quelli contratti contro gli interessi dei cittadini di uno Stato, senza il loro consenso e in  piena conoscenza di chi siano i creditori”.

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6 pensieri su “Il caso Greco parte due: pochi mesi dopo.

  1. Akis Ciao Akis , sono totalmente d’accordo con le tue riflessioni , e se anche sono convinto che l’EUROPA , quella dei Popoli e non dei Banchieri e’ la vera Soluzione alla competizione Globale , e’ altrettanto vero che la gestione franco/tedesca della questione greca e’ stata e continua ad essere VERGOGNOSA !! Il messaggio che ti voglio lasciare e’ che NON siete soli !! Molti Italiani sono con voi !!

    • Grazie caro Ermanno per il tuo intervento! Sono dati ufficiali, raccolti dal nostro vice presidente e riflessioni che non possono che rappresentarci tutti! Infatti in questi duri tempi ci auguriamo il meglio per la Grecia e anche per l’ Italia! Sono d’ accordo con te e ti ringrazio per la solidarietà e il calore che ci fate sentire! Ogni giorno sempre di più! Cari saluti!

      • Un saluto e un grazie di cuore per l’affetto dimostrato in giorni difficili.
        un’amica greca

        • Grazie a te cara amica A..!! E’ il minimo che si possa fare! Come Greci anche noi soffriamo e l’ agonia è tanta per il nostro paese e i nostri cari!! Grazie per il tuo intervento!! Cari saluti!

  2. Concordo quanto ha scritto Akis. Forse mi sbaglierò, credo che l’Europa ci abbia dato troppi soldi, un paese con 12.000.000 (più o meno) mi sembrano troppi. Non è che buona parte dei paesi Europei hanno portato in Grecia buona parte del marcio che avevano in casa e oggi devono uscirne se no sarà una catastrofe per tutti loro ? Un altra riflessione se non fosse stato che in Grecia hanno portato del marcio ma chi ce lo fa fare di rimanere in Europa ? Perchè non facciamo ulteriori sacrifici per noi ? Sarà dura, per lo meno autonomi di riprendere la crescita, ne abbiamo le potenzialità forse più di tanti altri che continuano a vendere fumo in giro per il mondo.

    • Caro K.., una cosa è sicura: che la Grecia ha grandi potenzialità e mezzi per andare avanti a testa alta!! Ce l’ ho insegna la sua storia nei secoli!!! Grazie per il tuo intervento, cari saluti!